Le tracce piu antiche  di vino sono state scoperte in otto vasi di terracotta , in Georgia, e risalgono al periodo neolitIco. Insomma, un vino invecchiato di circa 8000 anni .

L’introduzione del vino in Italia si deve a due popoli principalmente, i Greci e i Fenici.

Anticamente il vino  veniva allungato con acqua, evidentemente per un elevata gradazione alcolica causata delle vendemmie tardive dell’epoca,. In questo rito vi era la figura del’’ magister bibendi ‘’, ovvero un commensale che stabiliva sia la proporzione tra acqua e vino.

Dopo le invasioni barbariche e la caduta dell’Impero romano, l’Europa è attraversata da una grande crisi agricola. Molte campagne vengono abbandonate e la viticoltura sopravvive solo grazie all’opera degli ordini religiosi. In particolare i monaci benedettini che continuano a coltivare le vigne all’interno dei monasteri riservando il vino alle celebrazioni liturgiche .

Nel cristianesimo ,infatti ,il vino assume una fondamentale importanza, diventando, durante la messa ,il sangue di Cristo, e identificato come ‘’ bevanda di salvezza’’

Agli inizi del Seicento i progressi della lavorazione del vetro consentono la realizzazione di bottiglie più resistenti e l’uso del tappo in sughero e del cavatappi permettono una migliore conservazione del prodotto.

Il 1963 segna la nascita del sistema di classificazione delle  D.O.C. (Denominazioni di Origine Controllata,) fondato sul legame i tra il vino e il terroir. Verso la fine degli anni Settanta è introdotta anche la D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Nel 1967 fa il suo debutto il Vinitaly, la fiera di Verona dedicata alla produzione vinicola nazionale.